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Lievita la Tari

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MIGLIONICO. Lievitano i costi del servizio comunale di gestione della Tari (tassa sui rifiuti urbani) e aumenta l’imposta per i cittadini miglionichesi che, nel 2019, pagheranno il 10 per cento in più rispetto alle tariffe in vigore nell’anno scorso. Il piano finanziario della Tari per l’anno in corso è stato approvato dal Consiglio comunale col solo voto favorevole della maggioranza di centrosinistra che sorregge il sindaco Angelo Buono (Pd). Voto contrario da parte del gruppo di minoranza del M5S. “La maggioranza targata Pd – dichiara Antonio Digioia, capo gruppo consiliare del M5S – ha giustificato l’aumento della tassa sui rifiuti per via di alcune spese di smaltimento extra di rifiuti ingombranti in alcune zone di campagna dell’agro miglionichese, le quali ammonterebbero a circa 25 mila euro. Tuttavia, se analizziamo il piano finanziario per il 2019 (409.135,07 euro) e lo confrontiamo con quello del 2018 (369.359,83 euro) ci accorgiamo che tali spese extra incidono solo in minima parte sul totale della tariffa e non del 10% come affermato dal gruppo di maggioranza in Consiglio comunale”. Da parte sua, il sindaco Angelo buono osserva come l’aumento della Tari sia stato causato esclusivamente dai costi aggiuntivi che, in maniera imprevedibile, l’Amministrazione comunale è stata costretta a subire a seguito della raccolta (10 mila euro) e dello smaltimento (15 mila euro) dei rifiuti ingombranti effettuati in varie zone, all’interno di alcune contrade di campagna. Ne discende che per quest’anno, mediamente, un nucleo familiare miglionichese composto da quattro persone, che abita in una casa con una superficie di cento metri quadri, sarà costretto a pagare la somma di circa 400 euro anziché quella di 355 euro, in vigore nel 2018. Poi, il sindaco Buono precisa che, a seguito di alcuni ricorsi inoltrati in fase di aggiudicazione della gara pubblica per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, tale servizio, che avverrà in gestione associata tra i Comuni di Miglionico, Pomarico, Grottole e Grassano, non è ancora operativo.

dalla Gazzetta del Mezzogiorno
di Giacomo Amati

 

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